Il letto di Procuste è ancora in commercio.

Illustrazione in stile vaso greco: la parola LE PERSONE distesa su un letto troppo corto, con la linea TAGLIARE QUI che taglia via le ultime lettere

Il letto di Procuste è ancora in commercio. Oggi lo vendono come CRM, gestionale e, da ultimo, AI.

Nel mito greco Procuste ospitava i viandanti e li faceva stendere sul suo letto. Troppo alti? Tagliava le gambe. Troppo bassi? Li stirava. Il letto non si toccava mai.

Qualche millennio dopo, in molte PMI funziona allo stesso modo. Arriva il nuovo strumento e sono le persone ad allungarsi o accorciarsi: campi da compilare che nessuno legge, procedure pensate per un’altra azienda, passaggi in più spacciati per “ottimizzazione”.

Poi si chiama la formazione. Tradotto: insegnare alle persone a stare comode su un letto che non è della loro misura.

E quando dopo sei mesi nessuno lo usa, la colpa è della “resistenza al cambiamento”. Mai del letto.

Con l’AI lo spreco è doppio. Perché l’AI, a differenza di un gestionale di vent’anni fa, si può adattare all’azienda. Comprarla preconfezionata e piegare i processi per farcela entrare significa pagare la flessibilità e non usarla.

Il metodo serio è meno spettacolare: prima si osserva come lavorano davvero amministrazione, commerciale e produzione. Si ascolta dove si perde tempo. Solo dopo si sceglie lo strumento, e lo si taglia sulle persone. Non il contrario.

Nella vostra azienda, chi è stato tagliato su misura di chi?

P.S. Il mito finisce con Teseo che stende Procuste sul suo stesso letto. Agli strumenti capita uguale: un giorno qualcuno li spegne e si torna a Excel.

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